Fuori piove, sky è saltato..niente mtv gold..Si sente l’odore della pioggia e con lei inevitabilmente la sensazione che l’estate sta finendo. Stamattina mentre studiavo mi ronzava intorno una mosca e stranamente non mi dava fastidio..anzi..non so come quel ronzio mi ha riportato con la mente all’infanzia, guardavo fuori dalla finestra e osservavo l’albero di cachi … ma non lo vedevo più perché ormai la mia mente vedeva solo casa bella.. la casa dei nonni al mare.. vedevo le colazioni in cucina con le uova fresche sbattute .. nonno in garage a costruirmi le cucchiarelle di legno o a sistemare qualche forcella delle nostre bici.. le fragole nel vialetto .. i carciofi dietro al bagnetto del garage.. la casetta di zio umbertino .. che zio non era..aiutava nonno nel suo orto..il pozzo.. il campo di bocce con l’uva sopra .. il camino tondo nel giardino dove ci bruciavamo le sterpaglie.. ancora sento l’odore di quel fuoco .. tutto oggi ha l’odore di quei giorni .. vedo il timone da marinaio appeso al muro della cucina con le scritte: come ti senti oggi? E bastava girare il timone e ogni volta una risposta diversa..triste felice..nuvoloso..pioggia.. tutto ha il sapore dei miei nonni ..mi chiedo se oggi sia qualche ricorrenza particolare .. ma no non è così.. le mosche che giravano in cucina speranzose di trovare qualche avanzo di torta e lo schiacciamosche blu con il quale mia nonna le rincorreva ma non le prendeva mai..forse per colpa di quel buco tra le maglie..mi chiedo perché mai non ne comprava uno nuovo.. la credenza bianca con i vetri con gli intarsi fiorati .. nonna di spalle mentre affetta le patate sottili sottili ..ci farà le crick crock stasera ..io sul viale ad imparare ad andare in bici e le ginocchia sbucciate ..io fiera sulla bicicletta a sventolare al vento la chiave di casa che finalmente mi era stata regalata a natale (simbolo della prima conquista di una certa sorta di indipendenza?? Mhà!!),quella stessa chiave che dal collo finì sul mio dente crepandolo ( forse il primo monito della mia vita che faceva capire di stare attenta a ciò che si desidera??) ..p.s. il mio dente è sano e salvo ma ancora oggi me ne manca un minuscolo pezzettino anzi ora vado a guardarmelo allo specchio … tornata … è si è scesa una lacrimuccia..perdonatemi.. e poi vedo il salone il camino .. sono le sette di sera e dal televisore esce il suono inconfondibile delle note del carosello e davanti a me ci sono i piatti di ceramica bianchi e blu e i bicchieri di vetro scuro opachi con quei piccoli oblò che amavo tanto ( bicchieri che a breve saranno sostituiti da quelli della nutella) e nonna che sta per riempirci le scodelle con la sua mitica stracciatella ( certo però se ci avesse messo meno parmigiano per me sarebbe stato meglio…)..ma i nostri occhi sono puntati già sulle crick crock fumanti dentro il piatto con la carta del pane sotto ad assorbire l’olio … mangiate tutto e dopo avrete anche quelle… e come si faceva a non mangiare tutte quelle prelibatezze ..d’altronde chi non ama la cucina delle proprie nonne … e poi eccole li ..nonna non si era smentita c’erano anche le pallette di alluminio con dentro la carne macinata con olio aglio e prezzemolo che ti rimaneva tra i denti e noi facevamo finta di avere l’apparecchio.. ma tanto nonna domani farà le recchitelle e mi ha promesso che mi insegnerà a farle… E stare attenti di non mettere i gomiti a tavola perché nonna ce le prometteva con la forchetta : “ una botta e quattro buchi” .. il suo motto a tavola!! E non di rado è capitato che quella forchettata sulla mano sia arrivata per davvero per un gomito di troppo sul tavolo.. ma nonna..tranquilla noi lo facevamo solo per sfidarti perché ci piaceva sentire quella frase ..ci piaceva giocare con te ..te così austera .. e nonno accanto che rideva di nascosto … ma che poi forse così di nascosto non era … perché tutto era alla luce del sole .. come le nostre marachelle che tentavamo di nascondere ma che puntualmente venivano sgamate da zia Maria la matta ( lei zia lo era veramente.. era la sorella di nonna ..mai sposata e orgogliosa di essere arrivata illibata alla sua veneranda età … perché ci diceva sempre – sue testuali parole - : “se hai un prurito te lo gratti da sola “ … ovviamente solo più avanti negli anni avrei capito il perché di quella frase…)..e lei con la sua scopa ci inseguiva sul vialetto ..non a caso ha vissuto a Piazza Navona per tutta la sua vita…. E poi vedo te mamma sulla poltrona incinta di mio fratello e quella bambina che tentava di alzarti la gonna perché le avevano detto che là sotto c’era un bambino piccolo piccolo e noi tutti a ridere nel vedere le sue lacrime d’innocenza nella delusione di vedere solo una grande pancia sotto al vestito.. e vedere te papà che ci prendevi in giro con i bacarozzi e tentavi di buttarceli dal buco sopra lo stipite della porta del bagno o quando ci facevi ridere con la tua canottiera bianca dentro le mutande e i calzini neri tirati su, o quando facevi finta di continuare a stare dietro a me a tenere la bici e io invece già volavo da sola.. anche se come me ne accorgevo puntualmente finivo sul muretto e giù sgrattuggiate!!!
Ma mai dimenticherò le corse in bici fino alla fermata del treno ..la casetta rossa e il campanello ad avvisarti che le sbarre stavano per chiudersi.. non ho mai attraversato quelle rotaie per andare a correre con la bici nell’altra strada..chissà perché ..arrivavo li..guardavo il treno..fantasticavo sulle vite delle persone che passavano..perchè il treno là non fermava..scorreva solo veloce e se ne andava..portandosi via le mie fantasie … eppure all’epoca sapevo lasciarle andare le mie fantasie.. e tornare indietro alla discesa per andare al mare e stare attenta a non arrivare troppo forte perché c’erano le cunette sull’asfalto eppure sfidarle…e il campeggio e la sabbia e il mare ..e quel giorno che mio fratello scherzando buttò un gatto al mare e Mario gli diede uno schiaffo perché no non si fa! ( tranquilli il gatto è uscito subito).. e poi la prima volta che nonno mi fece sparare con il suo fucile .. quei bozzoli rossi vuoti per terra .. e i cani bianchi che ci rincorrevano e Tombolino .. il cagnolino più piccolo eppure il capo branco .. e lei ..l’amica di nonna con la sua grande casa strana ..nelle mie fantasie in quella casa succedevano cose strane..chissà perché.. eppure è strano .. non riesco a ricordarne il nome .. Se chiudo gli occhi vedo lei e nonna chiacchierare nel roseto del giardino (eccolo li un altro ricordo del passato … quante volte ho costretto mio nonno a dare un nome alle sue rose..anche io volevo sentirmi una piccola candy con il suo principe) ..eppure niente non c’è traccia del ricordo del suo nome nella mia mente..
E quella notte di tanti anni fa quando io e uno dei miei fratelli andammo a casa bella di notte e scavalcammo il cancello con il cuore in gola per la paura di essere scoperti ..perchè quella casa non è più nostra da tanti anni .. nuove vite nella nostra vecchia vita.. e una volta dentro ognuno di noi due è andato verso i propri ricordi ..io sono andata ad abbracciare la colonna della veranda .. aveva ancora le pietruzze di vetro opaco intorno .. quelle stesse pietruzze che tante volte mi hanno fatto sanguinare il gomito per la mia troppa fretta di scendere le scale per andare a giocare ..e accarezzare quelle pietre e piangere abbracciata a mio fratello.. perché quella casa la ha costruita mio nonno mattone su mattone .. la casa della nostra infanzia e dei primi amori nascosti dentro la roulotte parcheggiata sul vialetto..piangere nel vedere cosa ne era rimasto della nostra cara vecchia casa bella …(siamo gocce di memoria … siamo anime di una storia incancellabile..strano come il destino abbia scelto di farmi sentire questa canzone proprio in questo momento).
Quella notte io e mio fratello abbiamo giurato a noi stessi che quando saremmo stati grandi ce la saremmo ricomprata .. e forse è per questo che oggi sono così triste .. perché quella stramaledetta mosca mi ha sbattuto in faccia il mio fallimento .. il mio insuccesso .. perché io ora sono grande e casa bella non è tornata ad essere nostra..
Perché io ora vorrei stare sull’aurelia, girare a destra per Riva dei Tarquini andare a sinistra sul ponte percorrere tutta la strada con i campi di grano e i fili del telefono e arrivare al cancello del treno e trovarlo chiuso e aspettare il treno e sentire il suono del campanello e vedere le sbarre alzarsi e attraversare le rotaie e vedere una bambina che il coraggio di attraversarle quelle rotaie lo ha avuto e sorriderle e dirle brava, perché i bambini vanno sempre incoraggiati, e continuare per la strada e trovarmi sulla destra la pompa di benzina rossa con il ristorante bar alimentari Zaira e magari trovare proprio Zaira fuori che mi saluta con la mano e poi finalmente girare a sinistra e prendere via delle rose.. sbirciare dentro la casa di Bruno sperando di vedere un Tombolino scodinzolare e guardare a sinistra la grande casa.. accidenti quel nome ancora mi sfugge … e continuare fino alla fine della via all’ultima casa sulla sinistra e nonna che mi apre il cancello nero con i due pini sui lati e vedere nonno che spunta i cespugli ed essere e sentirmi di nuovo finalmente a casa … a Casa Bella..
Ma guardo fuori ora e vedo che è tornato il sole e l’albero di cachi è ancora qui davanti a me ... i ricordi tocca farli tornare nel cassetto della memoria … l’unica che manca è la mosca… dove ti sei cacciata maledetta??? lo so dove sei sai?? Nonna ti ha preso e mandata via per non farmi piangere.. per una volta lo scacciamosche ha funzionato... sorrido perchè vi penso nonni..perchè siete dentro di me..perchè io sono una parte di voi..
Nonna Clotilde Nonno Pasquale vi amo infinatemente!! Vegliateci da ovunque voi siate..